LILTING

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Regia di Hong Khaou (Regno Unito, 2013, 86’) ANTEPRIMA NAZIONALE
Sezioni
Cinema
Cinema Lumière Via Azzo Gardino 65/a, 40122, Bologna
7 euro
ridotto 4 euro: GB CARD, SOCIO COOP, AMICI DELLA CINETECA

01/11

22:15

Il giovane Kai (Andrew Leung), londinese di origini cino-cambogiane, muore improvvisamente lasciando il suo ragazzo Richard (Ben Whishaw) e sua madre Junn (Cheng Pei-Pei ) in uno stato di profondo e intimo dolore. Richard, mosso da un senso di responsabilità verso la madre di Kai, rimasta ormai sola, decide di incontrarla. Ma la testarda donna mostra subito un’aperta ostilità nei confronti del ragazzo; a complicare le cose contribuisce anche il fatto che Junn quasi non parla inglese. Richard non si dà per vinto e ingaggia una traduttrice per tentare di comunicare con la donna. Inizia così un doloroso tentativo da entrambe le parti di superare le incomprensioni e le distanze, ricostruendo il ricordo della persona amata.

Lilting è un film intimo e toccante che racconta quanto sia difficile – ma necessario – mettere da parte le differenze umane, sociali e culturali per trovare le cose che ci uniscono nel profondo. Il film può contare su due interpreti d’eccezione: Cheng Pei-Pei è una delle star più popolari in Asia, vera e propria leggenda del cinema di arti marziali di Hong-Kong; Ben Whishaw ha alle spalle film come I’m Not There (2006), Skyfall (2012) e Cloud Atlas (2012). Whishaw, gay dichiarato, a proposito del film ha detto: “Mi identifico con il mio personaggio in Lilting, avendo avuto molta paura nel farlo [coming out, ndr] per molto tempo. Ci vuole coraggio e le persone devono farlo prendendosi il tempo necessario, ed è quanto vedete accadere nel film”.

Hong Khaou ha all’attivo due cortometraggi: Summer (2006), presentato al Festival di Berlino, e Spring (2011), presentato al Sundance Film Festival. Nel 2013 Screen International lo ha inserito tra le “stars of tomorrow”. Lilting, il suo primo lungometraggio, ha vinto il Premio alla miglior fotografia – World Cinema Dramatic al Sundance 2014. “Il linguaggio è un tema centrale nella storia. Volevo usarlo come una metafora della comunicazione, e soprattutto del suo rovescio della medaglia. Ho sempre desiderato usare ‘il traduttore’ come dispositivo narrativo, perché ho passato gran parte della mia infanzia a tradurre i programmi della tv per mia madre” (Hong Khaou).

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